I 10 grandi assenti al Mondiale per infortunio

Radamel Falcao è solo l’ultimo di una lunghissima lista di campioni costretti a dare forfait

10) David Beckham

David Beckham

L’esordio di Sir David in una competizione mondiale avvenne a Francia ’98. Nel 2002 divenne il capitano dell’ Inghilterra, guidando i Tre Leoni nella spedizione nippo-coreana e in quella tedesca del 2006. Lo sarebbe stato anche in Sudafrica nel 2010 se a marzo non si fosse gravemente infortunato durante un Milan-Chievo, deciso nei minuti finali da un gol di Seedorf: rottura del tendine d’achille e addio mondiali.

9) Santiago Canizares

Santiago Canizares

Chi è causa del suo mal pianga se stesso, non c’è proverbio che descriva la situazione in maniera migliore. Dopo esser stato il secondo dello storico capitano Zubizareta dal ’94 al ’98, nel 2002 arriva la sua grande occasione, è il titolare indiscusso.  Canizares si infortuna da solo, per di più tra le mura domestiche: una bottiglietta di dopobarba gli cade su un piede provocando la rottura di un tendine. Salta quindi il torneo e perde definitivamente il posto da titolare in favore di Casillas, ritornando al ruolo di secondo portiere anche ai successivi Europei del 2004 e ai Mondiali del 2006.

8) Emerson

emerson

A lungo titolare della nazionale brasiliana, partecipò ai Mondiali del ’98 e del 2006. Nella spedizione nippo-coreana del 2002 era stato designato da Felipe Scolari come il capitano della Selecao. Tuttavia, ad alzare il trofeo, vinto grazie ai gol di Ronaldo, fu Cafu e non il Puma. Il proverbio usato per Canizares calza anche in questo caso: al termine di un allenamento decide per scherzo di mettersi in porta e nel tentativo di parare una conclusione si lussa una spalla, salutando così ogni possibilità di partecipazione al Mondiale.

7) Romario

romario

Fu proprio Emerson a sostituire Romario nelle convocazioni per Francia ’98. La coppia Ro-Ro, con Ronaldo, metteva il Brasile in pole position per Francia ’98. Infortunatosi al polpaccio destro, in conferenza stampa scoppiò in lacrime: “È il momento più triste della mia vita”. A 32 anni, O Baixinho capì di aver perso l’ultimo treno.

6) Marco Van Basten

van basten

Nel giugno del 1993 il cigno di Utrecht si sottopone alla quarta operazione alla caviglia, passando tutto l’anno successivo a cercare di trovare la forma che gli permettesse di partecipare a USA ’94. Dopo aver negoziato un impiego limitato con il CT dell’epoca, Dick Advocaat, decise di dare forfait, annunciando il suo ritiro a soli 30 anni nella successiva estate del 1995.

5) Kenny Dalglish

Kenny Dalglish

La bandiera del Liverpool fu convocato da Alex Ferguson per rappresentare la Scozia a Messico ’86, ma dovette declinare a causa di un infortunio. Il rapporto non proprio idilliaco tra Sir Alex e lo storico attaccante dei Reds, ha fatto venire a galla dei retroscena. E’ opinione diffusa che Dalglish pretendesse la convocazione del compagno di squadra, Alan Hansen: “E’ un ottimo giocatore, non lo puoi lasciare fuori”. Ferguson rifiutò la proposta e Dalglish si infortunò misteriosamente…

4) Roberto Bettega

Bettega

Doveva essere il bomber della nazionale italiana ai mondiali dell’ 82, dopo aver guidato l’attacco azzurro nel 1978 risultando come l’attaccante più prolifico dai tempi di Gigi Riva. Non prese parte alla rassegna iridata in terra iberica per la rottura del legamento crociato del ginocchio patita  durante una partita di Coppa dei Campioni: al suo posto venne convocato Paolo Rossi, che risultò il protagonista indiscusso della vittoria azzurra.

3) Alfredo Di Stefano

alfredo di stefano

Dopo Maradona e Pelè, nel gotha del calcio non si può che nominare Alfredo Di Stefano. A differenza dei primi due, non è mai riuscito a partecipare alla Coppa del Mondo. Ha giocato per l’Argentina e per la Spagna: nel 1950 l’Argentina si rifiutò di partecipare alla Coppa del Mondo, così Di Stefano perse la sua prima chance di giocarla. Nel 1956 diventò cittadino spagnolo, ma le Furie Rosse non superarono la fase di qualificazione ai Mondiali del ’58. Ci riuscirono nel ’62, ma un infortunio muscolare gli impedì di disputare anche una singola partita.

2) Renè Bliard

rene bliard

I libri di storia dicono che Just Fontaine detiene il record assoluto di gol segnati in un Mondiale: 13 a Svezia ’58. Fontaine raggiunse il traguardo anche grazie all’infortunio di Bliard, suo compagno di reparto anche nello Stade de Reims, che si ruppe la caviglia durante gli allenamenti calciando un pallone con violenza. Lasciato solo al centro dell’attacco, Fontaine segnò gol a raffica, compresi i 4 ai campioni in carica della Germania Ovest.

1) Daniel Passarella

daniel passarella

La mancata partecipazione di Passarella ai Mondiali del 1986 resta avvolta nel mistero. Condottiero della Selecciòn alla manifestazione casalinga del ’78, si vide costretto a cedere la fascia di capitano a Diego Armando Maradona, suo acerrimo nemico. Fu colto, assieme ad altri atleti, dalla famigerata maledizione di Montezuma, un virus consistente in forti coliche. Sostituito da Josè Brown, non collezionò neanche un minuto nella competizione. Non si saprà mai se a tenerlo fuori furono le coliche o i dissapori con il pibe de oro

Dario Intorrella - Icampionidellosport