I 10 libri di sport da leggere assolutamente

Ecco per voi una lista di libri sportivi da leggere tutti d’un fiato

1.Alex Ferguson, “My autobiography”

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Basta un nome. “Alex Ferguson, my autobiography”. Un monumento del calcio mondiale che racconta in un libro, che esce in contemporanea mondiale edito in Italia da Bompiani, la sua straordinaria carriera e gli aneddoti più succulenti che l’hanno costellata.

2.Franco Ossola, Il romanzo del Toro

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Pochi club possono vantare una storia così emozionante e drammatica come quella dei granata e poche squadre hanno una tifoseria così affezionata e legata al ricordo del proprio passato. Il nuovo libro di Ossola è un album toccante che fa rivivere personaggi mitici, delusioni e successi. Per chi quei momenti li ha vissuti e chi è troppo giovane per averne avuto la possibilità.

 

 

 

 

 

 

 

3.Phil Jackosn- Charley Rosen, Più di un gioco

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Phil Jackosn, uno dei piu grandi allenatori dell’NBA, e Charley Rosen, giornalista sportivo americano, ci guidano in un viaggio nel mondo del basket americano. Il lettore viene condotto per mano a visitare forme diverse dello stesso gioco: dalle partite di strada, gli uno contro uno dei campetti di periferia, a quelli dei New York Knicks campioni degli anni Settanta; dalla CBA ai Chicago Bulls del divino Michael Jordan e ai Los Angeles Lakers dei due talenti ribelli O’Neal e Bryant. Jackson e Rosen raccontano vittorie e sconfitte, tecniche di gioco, diversi stili e metodi di allenamento.

 

 

 

 

4.Javier Zanetti, Giocare da uomo

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Un esempio, per tutti. Non solo per chi ama i colori nerazzurri. L’intramontabile capitano dell’Inter, ancora in campo a 40 anni, dopo grandi infortuni, racconta il Javier Zanetti uomo. Un viaggio lungo le radici di quel ragazzino argentino arrivato in Italia da sconosciuto nel 1995, diventato però leggenda e bandiera indelebile sotto la presidenza di Massimo Moratti. Aneddoti, curiosità ed emozioni, raccontate a cuore aperto dal “Tractor” argentino che, nella notte di Madrid del 2010, ha toccato l’apice della carriera in nerazzurro dopo tante rovinose cadute.

 

 

 

 

 

 

 

5.Valentino Rossi, pensa se non ci avessi provato

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Con la sua solita schiettezza, il “dottor Rossi” confessa i risvolti più gustosi di una vita intensissima. La sublime follia del passaggio alla Yamaha “alla ricerca di qualcosa che si chiama motivazione”, con tanto di tormenti interiori e retroscena esilaranti. Le rivalità pepate con gli altri piloti, e poi il modo in cui nascono le gag, i pensieri prima e dopo le gare, il rapporto con gli amici, con i fan e con i giornalisti, l’amore per la notte e quello, viscerale, per la moto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6.Andre Agassi, Open la mia storia

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Costretto ad allenarsi sin da quando aveva quattro anni da un padre dispotico ma determinato a farne un campione a qualunque costo. Andre Agassi cresce con un sentimento fortissimo: l’odio smisurato per il tennis. Contemporaneamente però prende piede in lui anche la consapevolezza di possedere un talento eccezionale. Ed è proprio in bilico tra una pulsione verso l’autodistruzione e la ricerca della perfezione che si svolgerà la sua incredibile carriera sportiva. Con i capelli ossigenati, l’orecchino e una tenuta più da musicista punk che da tennista, Agassi ha sconvolto l’austero mondo del tennis, raggiungendo una serie di successi mai vista prima.

 

 

 

 

 

 

7.Mike Tyson, True. La mia storia

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Per Mike la boxe non è mai stata uno sport, o un divertimento. È stata questione di vita o di morte, in cui l’allenamento duro, spietato, e la rabbia segnavano la differenza tra un’esistenza misera, da sbandato, e l’esistenza punto e basta. Cresciuto praticamente senza padre, in un ambiente in cui gente che diceva di amarsi si spaccava la faccia a vicenda, terrorizzato in casa e fuori, era un bambino grassoccio, timidissimo, bersaglio degli scherni dei ragazzi più grandi, che lo chiamavano “Fatina”. Si è definito spesso la pecora nera della famiglia, ma per tutta l’infanzia è stato docilissimo, sempre in cerca di riconoscimento e di calore. Il candidato ideale alla delinquenza di strada, e al carcere minorile, dove infatti finisce. Proprio il carcere, e non sarà l’unica volta della sua vita, lo salva. Bastava qualcuno che gli instillasse un grammo di speranza in corpo e sarebbe arrivato sulla luna. A vent’anni diventa il più giovane campione del mondo dei pesi massimi, una furia nera che incute paura sia dentro che fuori dal ring. Ma il successo è un cavallo imbizzarrito, che bisogna saper domare, altrimenti ti disarciona. E non sempre è facile se le sirene del passato ti chiamano, e l’uomo che ti ha insegnato tutto ti lascia solo troppo presto a cavalcare la belva che lui stesso ha alimentato. La stessa che ti rende imbattibile sul ring, e ingestibile fuori. Vittorie, soldi, fallimenti, donne, alcol, violenza, prigione, droga entrano ed escono dalla sua vita come un vortice.

8.Reed Albergotti e Vanessa O’Connel, Il texano dagli occhi di ghiaccio 

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Chi è veramente Lance Armstrong? E’ questa la domanda a cui cercano di rispondere Reed Albergotti e Vanessa O’Connell, giornalisti del ‘Wall Street Journal’. Attraverso la rielaborazione e lo studio di documenti (vecchi e nuovi), interviste e testimonianze inedite di chi ha vissuto da vicino quegli anni, questo libro cerca di tracciare un nuovo identikit dell’uomo che ha segnato una delle pagine più tristi della storia del ciclismo mondiale. E’ un libro che accompagna il lettore a una riflessione sullo sport in generale, e sulle condizioni che portano gli atleti a scendere a compromessi pur di raggiungere fama e soldi.

 

 

 

 

 

 

9.Guillem Balagué, Guardiola: un altro modo di vincere – Libreria dello Sport

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Guillem Balagué è un giornalista spagnolo che scrive per As e con in piedi diverse collaborazioni. Ha conosciuto Guardiola e, come molti di noi avrebbero sicuramente fatto, ne è rimasto subito affascinato. Balagué ha voluto raccontare il tecnico spagnolo in una maniera diversa, attraverso le parole di chi lo ha conosciuto nel profondo: amici, giocatori, colleghi e dirigenti. Ne emerge un profilo nuovo, inedito, di un uomo che in pochi anni ha saputo rivoluzionare l’idea di insegnare calcio. Perché vincere giocando bene non è impossibile: e Guardiola ha dimostrato si sapere come si fa.

 

 

 

 10.John McEnroe-Keplan James, “Non puoi dire sul serio”

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Per chiunque sia nato tra gli anni Cinquanta e i Settanta, è stato “il tennis”: Super-Brat, il supermoccioso, genio (tantissimo) e sregolatezza (non di meno). Leggendari i suoi colpi personalissimi e micidiali, altrettanto la sua irascibilità, le sfuriate contro arbitri, avversari, spettatori. Come quando a Wimbledon urlò reiteratamente il suo “You cannot be serious!” (Non puoi dire sul serio!) in faccia all’arbitro. John McEnroe è l’icona anticonformista di un’epoca, oltre che di uno sport. Ha respirato l’aria rarefatta del vertice, quel punto in cui è difficilissimo arrivare e ancor più rimanere: lì sei solo, solo veramente, con una fila di gente che vuole buttarti giù. Oggi racconta tutto, il mondo del grande tennis tra la fine degli anni Settanta e i primi anni Novanta, le sfide con Borg, Gerulaitis, Connors, Lendl, Becker, Agassi, i matrimoni con Tatum O’Neal e Patty Smyth, i trionfi, i rovesci, gli schiaffi presi dalla vita. Racconta tutto John e dice proprio sul serio.

 

 

 

 

 

 

 

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Fonte: Ibs.it, Yahoo.it

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