I 10 tipi di tifosi al Mondiale

Tutti schierati davanti al divano per vedere la Nazionale! Per qualcuno il Mondiale è una questione di vita o di morte, per altri di soldi, per altri un semplice gioco…ecco i 10 tipi di tifosi dei mondiali!

10. Lo scommettitore

scommettitore

I mondiali per lui iniziano appena escono le quote. E’ più teso per Corea del Sud-Algeria che per la partita dell’Italia. Si è giocato primo marcatore Balotelli e al gol di Marchisio esulta in maniera composta con quel ghigno del “porca miseria…”. Il primo pensiero appena sveglio è chiamare l’amico per dirgli di giocare 100 euro sul sistema pensato la notte. Ma vivrà il suo dramma in solitaria. Solo il tredici luglio saprà se passerà l’estate a casa o farà una vacanza da sogno.

9. Il ct

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Quello che Prandelli non è il mio allenatore. Nel suo mirino ci sono le convocazioni, tutte sbagliate. “Come fai a portare Insigne e non Peppe Rossi! Peppe Rossi oh!”. Anche il modulo è sempre sbagliato: “Perchè la difesa a 3, ci voleva il 4-4-2″. “Te lo dico io, con l’esperienza di Toni vincevamo il mondiale”. Se fosse lui l’allenatore l’Italia non avrebbe mai perso una partita. E’ odiato da tutto il salotto.

8. La pischella

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Per loro Roque Santa Cruz è più forte di Messi. La polemica Insigne-Rossi? Loro volevano Osvaldo. Non c’è distinzione di sesso durante il mondiale. Anche le donne diventano tifose come gli uomini, si distinguono solo perchè non hanno la barba. Ma nonostante il trasporto temporaneo non capiscono niente di calcio. La prima domanda che fanno è: “Siamo noi quelli blu?”, oppure “Amore, ma gioca Del Piero?”. E lì capisci che il ruolo più indicato per lei durante i mondiali sarà portare le birre fredde. Fanno da contorno.

7. Quello che non tifa Italia

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Non si sa perchè, non si sa per quale trauma infantile ma non tifano Italia. Spesso sono i più disadattati, che per distinguersi dalla massa un mese ogni quattro anni vanno controcorrente. Durante le partite attirano solo occhiatacce e insulti a bassa voce appena vanno al bagno. “Ma perchè sto scemo non tifa Italia?” è la frase più ricorrente. “Lascialo perdere, è un cretino” la risposta più frequente. Gli eremiti del salotto.

6. Il disturbatore

Gabriele-Paolini

“Ma uno spot durante i mondiali secondo voi quanto costa?”. “Quanti abitanti ha Rio de Janeiro?” “L’avete vista la nuova macchina comprata da quello li del Camerun…si, Eto’o!”. Non vede mai due partite nella stessa casa, perchè lo cacciano di volta in volta. Lo odiano tutti, parla e straparla di cose che non c’entrano niente con la partita. Tu sei tesissimo e lui si mette a discutere di macchine o del viaggio che farà quest’estate. Non capisce che nessuno lo sta ascoltando e chi gli risponde lo fa a monosillabi e senza togliere gli occhi dalla tv. Può succedere che a un certo punto qualcuno gli sbrocchi elevandosi a salvatore della patria. Insopportabile.

5. Il padrone di casa

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Per lui il Mondiale è lavoro. E’ sempre teso, non per la partita, ma per organizzare prima, tenere l’ordine durante e pulire dopo. Se è un padrone fortunato avrà qualcuno che pulirà per lui, sennò sarà costretto a non uscire la notte per pulire l’appiccicume della Coca-Cola caduta al palo di Immobile. Dovrà offrire cene, merende e spuntini di mezzanotte: alla fine il mondiale gli costerà almeno duemila euro. Conveniva vederselo dal vivo in Brasile. A fine serata saluterà gli amici con le buste in mano e la solita frase: “Almeno mi butti la spazzatura?”. Il vero Capitano della squadra.

4. Lo scaramantico

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E’ sempre seduto nello stesso posto, con la stessa maglietta da Italia ’90 e il volume della tv allo stesso livello. Prima della partita fa tutti i suoi rituali verbali e gestuali e si incazza con gli altri che non li fanno. E’ convinto che il risultato della partita dipenda da lui. A fine primo tempo quando la partita sta per ricominciare chiede l’attenzione del pubblico: “Oh mi raccomando, siete tutti seduti ai posti di prima?”. Non è così, perchè è arrivato il ritardatario che ha rovinato il suo ordine cosmico. Se perdiamo, sarà questa la causa della sconfitta. Sveglia, siamo nel 2014.

3. L’anticonformista

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Mentre tutti vedono la partita con la maglietta dell’Italia lui arriva con i mocassini. Sta lì perchè non ha alternative, è annoiatissimo, anche i suoi pochi amici si sono adattati e stanno vedendo l’Italia. Fa finta di non interessarsi iniziando a sfogliare il primo libro che trova sul tavolino del padrone di casa. L’Italia è finita, la sua agonia anche. Ma ora inizia Spagna-Olanda. No, nessuno andrà con lui a sentirsi indie rock al Circolo degli Artisti. Solitario.

2. Il ritardatario

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Per lui Italia-Inghilterra inizia a mezzanotte e venti. Tutti schierati sul divano, partita palpitante e tensione a mille. A un certo punto arriva un fulmine a ciel sereno, il suono del citofono. Tutti fanno i vaghi tranne il padrone di casa che si alza e compie il suo dovere. Quando sale si rompe l’armonia, l’atmosfera, la tensione. Nessuno lo sopporta, a ogni partita una nuova scusa, sempre più assurda. Sono inestinguibili.

1. Il porta sfiga

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La sua fama lo precede, chiama venti persone e gli risponde solo una: il padrone di casa. Spesso è chiamato con un nomignolo inventato per non fargli capire che si parla di lui. Quando il padrone di casa annuncia che arriverà si scatena il putiferio. Lo scaramantico minaccia di cambiare casa, lo scommettitore sospende le giocate, la pischella lo difende e l’anticonformista ricorda che alla fine: “sono solo ventidue persone che corrono dietro a un pallone”.

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