I 5 motivi per cui la Juve è fuori dalla Champions

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Perchè una squadra che stradomina il campionato italiano da tre anni non riesce ad imporsi in Champions League? Ecco cinque motivi che hanno causato l’eliminazione della Juve dopo la sconfitta per 1-0 contro i turchi del Galatasaray.

1) Il fattore C

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Antonio Conte spesso esagera nelle considerazioni e nelle prese di posizione, ma stavolta il suo “This is not football (Questo non è calcio)” detto all’arbitro e ribadito nel post-partita ci pare quantomeno verosimile. Il fattore C infatti sta per fattore calcio e non per fattore campo perchè non è neanche giusto parlare di campo in questo caso. Gara evidentemente drogata dalla neve, era da giocare perchè the show must go on, ma l’assuefazione era invadente per la sostanza e per la forma. Una partita tra cosacchi siberiani sia per il clima che per l’intensità.

2) Didier Drogba

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Non c’è altro da aggiungere.

3)L’esperienza 

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Quello che fa vincere le squadre, quello che fa andare avanti giocatori oltre il loro fisico, quello che manca a molti juventini. Grande l’esperienza da vincenti in campionato, ma in campionato non ci sono partite da dentro o fuori. In coppa si, di solito arrivano ai quarti di finale, ai quarti ( turno in cui la Juve è stata eliminata l’anno scorso), a volte arrivano al girone. Pogba in serie A spadroneggia per tecnica e sicurezza, ieri il francese è stato il peggiore in campo, perdendo il pallone che ha portato al gol di Sneijder. Carlitos Tevez invece, che una Champions l’ha vinta con il Manchester United, di esperienza in coppa ce ne ha, infatti è stato il migliore in campo.

4) Sperperio di punti

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A Istanbul si può anche perdere, e anche a Madrid, ma prendere due gol in casa con i turchi e pareggiare a Copenaghen significa mancanza di cinicità europea, che le squadre che dominano i proprio campionati sono abituate ad avere. E’ vero che la Juve riparte dalla serie B ma orma l’era Conte ha quasi tre anni, è tempo di maturità.

5) Il fattore C2

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Questo invece non sta nè per campo nè per calcio. Oltre la neve, il freddo, i numeri, i turchi, l’orologio, contro la Juve si è abbattuta anche una tremenda sfortuna. Dalla prima partita all’ultima la truppa di Conte non ha mai avuto un episodio favorevole ma ha sempre guardato stizzita la dea bendata baciare altri nel buio. Però uno spiraglio di destino resta, quella finale allo Juventus Stadium, se il cammino in Champions avrebbe assicurato introiti e prestigio ma avrebbe difficilmente  arricchito la bacheca. L’Europa League è un sogno tangibile che i bianconeri potrebbero trasformare in realtà a casa loro quel potenzialmente paradisiaco 14 maggio.