Armin Zöggeler, il cannibale

Armin Zöggeler è considerato uno dei più grandi slittinisti di sempre. Se non il più grande in assoluto, sicuramente il più vincente: da sempre specializzato nel singolo, nel suo palmarès annovera due ori, un argento e due bronzi ai Giochi olimpici, sei titoli mondiali e dieci Coppe del Mondo.

Armin Zoeggeler, Torino 2006

Armin Zoeggeler, Torino 2006

Zöggeler è cresciuto a Foiana, una frazione del comune di Lana ed una delle roccaforti dello slittino su pista naturale in Alto Adige.

Il suo avvicinamento a questo sport avviene fin da piccolo, quando per andare a scuola doveva fare 3 chilometri di strada completamente ghiacciata per arrivare prima del suono della campanella, quindi era costretto ad usare lo slittino a soli 7 anni per scendere dal maso in cui abitava con la famiglia fino a valle.

Il bi-campione olimpico ha imparato così i fondamenti per domare quello slittino che ora sa condurre a occhi chiusi anche a 140 orari su budelli di ghiaccio strettissimi.

Armin Zoeggeler, 40

Armin Zoeggeler, 40

Appena undicenne vinse la sua prima gara internazionale, ma il suo allenatore dell’epoca Severin Unterholzner, che gli ha insegnato i primi segreti, convinto delle potenzialità del giovane Armin, lo spinse a passare allo slittino su pista artificiale, la specialità più diffusa e soprattutto disciplina olimpica. Specialità che più che altro l’ha portato alla fama e a diventare quest’anno il portabandiera della squadra Olimpica italiana.

Zöggeler non tradì le aspettative e a soli sedici anni conquistò la Coppa del Mondo juniores, ottenendo il primo di una lunga serie di trionfi.

Gareggiando per la nazionale italiana ha fatto il suo esordio a livello assoluto in Coppa del Mondo nella stagione 1992/93, ha conquistato la prima vittoria il 15 gennaio 1995 sempre nel singolo ad Oberhof.

A tutt’oggi Zöggeler può vantare 58 vittorie, di cui ben 56 nella specialità del singolo, ed è, nella speciale graduatoria della vittorie in tappe di Coppa del Mondo negli sport invernali, anche l’italiano con più trionfi in assoluto, davanti a Patrick Pigneter ed Alberto Tomba.

Armin Zoeggeler, portabandiera nazionale italiana

Armin Zoeggeler, portabandiera nazionale italiana

Ha partecipato a cinque edizioni dei Giochi olimpici invernali, riuscendo in ognuna di esse a salire sul podio ed eguagliando il primato di cinque medaglie ottenute in cinque diverse edizioni delle Olimpiadi.

L’esordio ai Giochi è avvenuto a Lillehammer 1994, occasione in cui ha colto la medaglia di bronzo. Quattro anni più tardi a Nagano 1998 ha conquistato l’argento, a Salt Lake City 2002, come anche nell’edizione di casa a Torino 2006, ha vinto la medaglia d’oro mentre a Vancouver 2010 ha ottenuto nuovamente il bronzo.

Ha partecipato altresì a quindici edizioni dei campionati mondiali, da Calgary 1993 ad oggi, saltando solo l’ultima rassegna, quella di Whistler 2013, per curarsi da un problema alla schiena. Il suo amore verso questo sport ha alimentato in lui il desiderio di arrivare alla partecipazione alla sesta Olimpiade, prolungando la carriera fino a Sochi 2014.

Grazie a questo suo impressionante palmarès gli sono stati attribuiti diversi soprannomi nel corso degli anni: da il “cannibale” avvicinando la sua fame di vittorie a quella di Eddy Merckx, dominatore assoluto del ciclismo negli anni ‘60, fino a lo “Schumacher del ghiaccio”, in quanto più che uno sprinter, lui è un pilota. Perché, a modo suo, anche Armin guida un bolide. Oltre ad aver vinto a ripetizione, come Schumi, il carabiniere si riconosce in lui, pignolo con il suo slittino come Schumacher lo era con la sua Ferrari.

In vista delle Olimpiadi invernali di Sochi 2014 la giunta del CONI lo ha designato quale portabandiera della delegazione italiana ai Giochi. Come dichiarato dallo stesso presidente della comitato olimpico italiano Giovanni Malagò questa scelta “onora e gratifica l’intero Paese” essendo lo stesso Zöggeler “il più grande atleta di tutti i tempi nel suo sport“.

I test dell’anno scorso proprio sulla pista russa gli hanno rivelato quanto il sogno di medaglia sia realizzabile: pista tecnica, tempi alla partenza non così decisivi. Vale la pena provarci.

Icampionidellosport

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