ESCLUSIVA ICAMPIONIDELLOSPORT DINO ZOFF: “Gli scudetti della Juve sono 29, le regole sono regole. Con Del Piero ci voleva più tatto”.

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“Gli scudetti della Juve sono 29, le regole sono regole. Dopo la finale persa contro la Francia ho detto ai giocatori che era stata sfortuna”, così parlò Dino Zoff, intervistato in esclusiva dalla nostra redazione al termine dell’evento “Gli highlander dello sport”, svoltosi all’Università di Roma Tre:

Lei è stato una bandiera della Juventus negli anni 70-80. La società sta continuando a non rispettare le decisioni della giustizia sportiva auto aggiudicandosi 32 scudetti, cosa ne pensa lei?

“Le regole sono le regole, se le regole, le istituzioni hanno detto che sono 29, allora sono 29″.

Si è mai pentito di non aver portato Baggio agli Europei del 2000?

“No perché era in un momento non di felice forma, e poi avevo Totti, e a me piaceva molto”.

Cosa ha detto agli azzurri negli spogliatoi dopo la finale persa con la Francia?

“Ma non c’è niente da dire, è stato destino secondo me perché abbiamo perso su un rinvio del portiere: se fosse stata un’azione qualunque, avrei potuto dire: “Potevamo coprire meglio in questa o quella zona del campo” ma questo ha fatto un rinvio, una spizzata in due o tre e poi…”

Niente da rimuginare quindi?

“Assolutamente no”.

Cosa ha pensato quando Andrea Agnelli ha dichiarato che Del Piero sarebbe andato via dalla Juventus a fine anno? Avrebbe dovuto concedergli un altro anno o due?

“Non è che non poteva concederlo Agnelli, non poteva concederselo Del Piero. Mi spiego: Del Piero è stato un grande e non poteva continuare a fare un altro anno giocando relativamente poco. L’ultimo anno ha comunque giocato abbastanza, ha chiuso ad alti livelli. Un grande come lui doveva chiudere nel calcio che conta, al momento dell’apice della carriera. Magari è stata un po’ drastica la società, forse ci voleva un po’ di tatto in più″. 

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