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L’uomo Fair-Play, Eugenio Monti

“Un bullone per Tony”, l’importante è partecipare

 

Eugenio Monti (1928-2003)

Eugenio Monti (1928-2003)

 

Innsbruck, 1 febbraio 1964, prova di bob a due dei IX Giochi olimpici invernali. L’Italia è messa male, la prima manche di Eugenio Monti e Sergio Siorpaes è stata tutt’altro che perfetta. I due azzurri, distaccati di soli settantanove centesimi, si trovano al quinto posto, un risultato molto inferiore rispetto alle aspettative ma comunque in lizza per la vittoria.

Nella seconda discesa gli azzurri danno il meglio di loro, facendo segnare la manche più veloce. Dopo qualche minuto sul traguardo si inizia a diffondere la voce che i britannici, secondi in classifica, hanno un guasto tecnico. Gli atleti del Regno Unito devono fronteggiare la rottura di un bullone dell’asse posteriore del bob, per loro l’Olimpiade sembra finita. Sembra strano sentirlo oggi, ma in quegli anni non era così facile reperire un pezzo di ricambio.

Eugenio Monti, premio Fair Play

Eugenio Monti, premio Fair Play

 

Tra gli italiani qualcuno comincia a sorridere della disgrazia altrui. Chi non ride è Eugenio Monti, il Rosso Volante, che si avvicina alla dotazione di riserva italiana, cerca il bullone, lo trova e mostrandolo trionfante, esclama: “Questo è per Tony (Nash, ndr). Non gareggio mica aspettando che gli altri si ritirino!”.

Gli inglesi grazie al suo gesto non solo rientrano in gara, ma riescono anche a vincere. Per Eugenio è solo bronzo e, mentre i giornalisti ricamano sul gesto che ha fatto perdere l’oro e una storica doppietta all’Italia (al secondo posto arrivò l’altro equipaggio italiano), lui commenta felice e tranquillo: “Quale gusto avrei avuto a correre con un avversario in meno? Nash ha vinto perché è stato il più veloce, non perché io gli abbia dato il bullone”.

Eugenio Monti e Tony Nash

Eugenio Monti e Tony Nash

 

L’episodio rimase nella storia. La rappresentativa britannica segnalò a Londra il comportamento dell’italiano, decisivo per la conquista della medaglia d’oro. Il rapporto fu inoltrato al Comitato olimpico internazionale. L’anno successivo, nella sede parigina dell’Unesco, Monti, primo nella storia, ricevette il Premio Fair Play, intitolato alla memoria del fondatore dei Giochi moderni, il prestigioso Premio Pierre De Coubertin, ossia la True Spirit of Sportsmanship Medal, la più alta onorificenza che il CIO possa conferire.

Quanto alla statura sportiva, parlano i numeri: Monti ha vinto 6 ori olimpici, tra cui due ori, dieci titoli mondiali, oltre a molti campionato italiani. Il “Rosso Volante” è un esempio per gli sportivi di tutte le discipline, oltre ad essere uno dei più grandi bobbisti di tutti i tempi.

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Giovanni Davide Pontrelli - Icampionidellosport