Sport Movie: Quando eravamo re

Lo storico incontro di pugilato tra Muhammad Ali e George Foreman a Kinshasa nel 1974

quando eravamo re

“Quando verrà in Africa, per lui sarà finita. Me lo mangerò in un boccone”. Parole e musica di Cassius Clay, al secolo Muhammad Alì. Comincia così uno dei documentari più appassionanti di sempre, diretto dal regista Leon Gast e dal titolo, emblematico, “Quando eravamo re”. Una produzione cinematografica epocale, soprattutto per la gestazione dell’opera: ci sono voluti 22 anni a Gast per trovare i finanziamenti per terminare il film e per ridurre a un’ora e mezzo le 173 ore di materiali girati.

In origine il documentario avrebbe dovuto raccontare, quasi esclusivamente, il concerto di musica soul organizzato in occasione dell’incontro di pugilato tra Muhammad Ali e il campione del mondo in carica George Foreman, a Kinshasa, nella capitale dell’allora stato dello Zaire, ora Repubblica Democratica del Congo, avvenuto il 30 ottobre 1974. Quello che ne viene fuori, invece, è un ritratto formidabile, incentrato sulla figura di Alì, il pugile che saltellava, provocava, “ballava” incessantemente intorno agli avversari e che divenne il simbolo del riscatto dei neri e del loro ritorno alle radici africane. La sua personalità era debordante, tutto lo Zaire era con lui. Più che su Alì, si può considerare un film sul mito, sulla leggenda, sul significato simbolico, sociale e politico di quella che è un’icona del ventesimo secolo.

Ali bomaye! Ali bomaye! Ali bomaye!”. Allo Stade Tata Raphaël di Kinshasa, il pubblico aveva scelto per quale pugile fare il tifo e, per tutta la durata dell’incontro, non fece altro che ripetere quel coro: “Ali, uccidilo!“.

 Il documentario ha vinto l’Oscar nel 1997. Durata 83 minuti

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